Descrizione della sindrome del tunnel carpale I sintomi consistono in un formicolio nelle dita della mano mentre si scrive a macchina o si guida dell'automobile, durante il lavoro al computer, durante le attività ricreative oppure nei lavori in casa. Non sono poi rare le persone che hanno la sensazione di avere le dita rattrappite (tranne il mignolo), inoltre esistono i dolori sotto il pollice che si irradiano verso l'avambraccio e il braccio fino al collo. Il muscolo sotto il pollice diminuisce di spessore. E opportuno menzionare l'apparizione di un dolore lacinante che partendo dal polso si allarga verso le dita. Diminuiscono inoltre il senso del tatto e il senso di caldo/freddo, ma soprattutto infastidisce la diminuita capacità di stringere la mano. Non è possibile tenere in mano una penna, un foglio di carta tra il pollice e l'indice, gli oggetti scivolano dalla mano. Si ha la sensazione di essere diventati stranamente inabili. Appare il gonfiore della mano e dell'avambraccio accompagnato da un forte dolore che si fa sentire di notte scomparrendo insieme al gonfiore verso la mattina. I sintomi descritti non appaiono contemporaneamente, all'inizio appaiono singolarmente e in sostanza si tratta di avvertimenti, ma poi aumentano, sono collegati tra loro e interdipendenti. L'intera sintomatologia viene denominata come la sindrome del tunnel carpale ovvero la sindrome del passaggio nel polso. I fattori causali
I sintomi descritti riguardanti la sindrome del tunnel carpale sono provocati dallo schiacciamento del nervo mediano che percorre il polso. Il tutto è condizionato dal passaggio ristretto formato sopra dalle otto ossa del carpo e sotto dal legamento trasversale del polso. Attraverso questo passaggio passano oltre al nervo menzionato anche altri nove tendini. I fattori che determinano lo schiacciamento del nervo sono di natura anatomica, patofisiologica oppure si riccollegano all’uso della mano in attività professionali o del tempo libero. Tra le cause anatomiche si considerano le protuberanze ossee, l’ingrossamento del legamento trasversale, l’acromegalia, gli osteofiti conseguenti ai traumi, il callo conseguente alla caratteristica frattura del radio ecc. Anche un intero gruppo di fattori patofisiologici è molto frequente. Ne fanno parte il diabete, il fumo, l’alcoolismo, le infiammazioni, le malattie autoimmunologiche (reumatismi, scleroderma), l’uso di contraccettivi orali, l’eclampsia, una diminuzione del funzionamento dela tiroide, le emodialisi prolungate, l’obesità ecc. Sono noti casi di questa sindrome durante la gravidanza che però scompare dopo il parto. Il gruppo più consistente dei fattori che determinano la patologia si riccollega ad una serie di attività professionali e del tempo libero. Si tratta di movimenti ripetitivi della mano, caratteristici di chi scrive a macchina, esegue lavori manuali, stringe e rilassa la mano ripetutamente alla catena di montaggio, suona strumenti musicali, disegna, usa la mano appogiando su di essa il peso del corpo (paraplegici, ciclisti sui lunghi percorsi) ecc. Le professioni collegate con una consistente presenza della sindrome del tunnel carpale sono abbastanze numerose: segretarie, tutte le professioni che usano come strumento il computer, gli operai alla catena di montaggio, i cuochi, i dentisti, i chirurghi, i fisioterapeuti, i giocatori di tennis, di pallacanestro, della pallamano, i praticanti di alcune discipline di atletica pesanti, i musicisti, gli operai edili, i commercianti, gli autisti professionisti, gli elettricisti ecc. Ha scritto della sindrome del tunnel carpale già nell’antica Grecia lo stesso Ipocrate. Alcuni secoli prima di Cristo è stata menzionata da lui come la malattia professionale degli operai che producevano le ceste. Attualmente risente di queste difficoltà sanitarie un numero sempre maggiore di persone anche a causa del diffuso uso di computer. La sindrome è più frequente nelle donne, la maggior parte tra il 40. ed il 60. anno di età. I metodi di cura e di
prevenzione
Si conoscono le cure conservative e gli interventi chirurgici per la cura della sindrome del tunnel carpale. Fa parte dei metodi conservativi l’immobilizzazione del polso in una posizione neutrale con l’applicazione del gesso o di un supporto in plastica che non deve far pressione in nessun punto sul nervo mediano. Il paziente lo applica soprattutto di notte. Un’altra forma d’intervento consiste nell’iniettare dei corticosteroidi topici nel tunnel carpale e la somministrazione di sostanze antireumatiche asteroidi. Le inezioni devono essere molto precise, perciò si usano aghi molto sottili. A causa di possibili danni tali interventi sono anche rischiosi. Le cure chirurgiche per curare la sindrome del tunnel carpale sono successive alle cure conservative se queste non si dimostrano sufficientemente efficaci. Esiste una tecnica chirurghica classica e l’intervento endoscopico. Dalle pubblicazioni professionali nostrane ed estere si evince che anche gli interventi chirurgici non sempre eliminano le difficoltà. Non sono pochi i pazienti che dopo cure molto lunghe devono cambiare mestiere ovvero scelgono la pensione di invalidità. La sindrome del tunnel carpale è perciò continuamente presente come un problema specifico che pesa in modo considerevole sui bilanci dell’assicurazione sanitaria. Tale caratteristica è globale. Oltre alla cura si conoscono i metodi per ostacolare la formazione della sindrome del tunnel carpale. E’ particolarmente importante la postura corporea nella posizione da seduti, inoltre la dinamica e la variabilità del processo lavorativo per esempio alla catena di montaggio ecc. Si occuipa di questi aspetti l’ergonomia. Negli ultimi tempi sta occupando un posto interessante nella cura e nella prevenzione della sindrome del tunnel carpale l’approccio fisioterapico. Da molti anni si conoscono alcuni esercizi che aiutano a diminuire l’apparizione di questa sintomatologia e ad una migliore gestione della sindrome. Un metodo nuovo il rafforzamento
dei singoli gruppi muscolari dell’avambraccio
Le conoscenze praticate finora e in modo particolare alcune nuove idee sono state elaborate da alcuni scienziati americani nell’Oregon. Hanno elaborato un sistema particolare per il rafforzamento dei singoli gruppi muscolari dell’avambraccio. Il sistema è denominato Flextend. E’ stato evidenziato che con questo sistema sono riusciti a diminuire o anche eliminare alcuni fattori determinanti della sindrome del tunnel carpale. Il successo riguarda 90% dei casi. Il metodo è particolarmente adatto, perché può essere usato a prescindere dalla fase della malattia. Si è dimostrato utile anche nel periodo di convalescenza dopo gli interventi chirurgici. Negli Stati uniti d’America il metodo è stati brevettato e ciò significa che è stato verificato dalle autorità sanitarie. Il brevetto vale anche per l’area dell’Unione europea. Il metodo ha avuto conferma in Slovenia presso il Centro clinico di Lubiana. Per tutti coloro che soffrono di dolori descritti più sopra il nuovo metodo curativo e preventivo della sindrome del tunnel carpale rappresenta un grande passo avanti verso la qualità della vita nell’età matura. Per tutti i praticanti di attività ricreative più esigenti aggiungiamo quanto segue: il nuovo metodo è efficace anche nella sindrome del gomito del tennista (epicondylitis humeri lateralis) e nella sindrome del gomito del golfista (epicondiylitis humeri medialis). |